Questo programma serve a convertire gocce/parti di colore in coordinate cromatiche e a visualizzare il colore risultante sul monitor, anche collocato nello spazio di Munsell in 3 dimensioni. Inoltre, si può sperimentare l'effetto delle varie illuminazioni sul dipinto. Praticamente, se viene creata una ricetta mescolando un certo numero di colori, collocando un campione del colore vicino al monitor con spettro e forza dell'illuminazione richiesti nel programma, si dovrebbe percepire lo stesso colore visualizzato sul monitor. Vengono anche generate le traiettorie di colore che si ottengono mescolando ricette fra di loro e vengono visualizzate diverse altre curiosità, come il posizionamento della ruota di colore, le singole basi di di una marca e lo spazio di colore sia del monitor RGB che della marca di colori scelta.
Il programma è stato compilato con MATLAB e per la sua esecuzione è necessario avere installato "MATLAB Component Runtime library (MCR)". Il programma presenta la seguente interfaccia dopo l'avvio:

Nella zona (1) viene definita la ricetta di colore da analizzare. La zona (2) mostra il colore risultante dalla ricetta, mentre la zona (3) ne mostra lo spettro. Lo spettro di riflettanza del colore mescolato può essere salvato con il tasto "Save rs" (4) in un database leggibile da rs2color. Il posizionamento del colore mescolato e di altri aspetti del colore sono visibili anche nello spazio di Munsell in 3d nella zona (5). Si possono definire fino a 4 spettri nella zona (6) e visualizzarli nella zona (3) in modo da avere più informazioni possibili sull'interazione degli spettri di riflettanza.
Il tasto "About" (10) mostra le informazioni sul sistema con i tasti per aprire le pagine web di interesse e per leggere le condizini di licenza d'uso di MATLAB (alcune parti del documento si applicano anche all'uso del sistema attraverso le librerie MCR):

Il numero di versione dei "Color Mixing Tools" mostra nel numero dopo il primo punto il numero di marche di colore codificate in color2drop e drop2color. Il numero dopo il secondo punto, invece, indica il numero di database definiti in rs2color.
Premendo "Exit" (11) o chiudendo la finestra, vengono salvate alcune impostazioni scelte, come l'illuminazione, la marca di colori ecc. Nel caso ci fossero errori irrecuperabili in seguito ad un malfunzionamento del sistema operativo (chi sa perché ma con Windows può succedere...), prima bisogna uscire dall'applicativo e poi cancellare il file "drop2color.ini" dal direttorio in cui si trova il programma: la configurazione originale sarà ripristinata all'avvio successivo del programma.
Premendo il tasto "web" (12) si apre la pagina web di drop2color.

Una volta scelta una marca di colore (1), si possono definire fino a 6 colori base (2). Per ciascun colore di base deve essere fatta la selezione fra quelli disponibili attraverso un menù a tendina (3) e ne deve essere definita la quantità in termini di gocce/parti. La quantità può essere digitata nell'apposito riquadro (4) oppure definita attraverso il cursore (5). Un click sulle frecce sinistra/destra (6) riduce/aumenta le gocce di colore. Il cursore (7) può essere posizionato per intervalli arbitrari con il mouse. Inoltre, se il cursore si trova nella posizione estreme destra, il click del mouse moltiplica per dieci gli incrementi e riposiziona il cursore verso sinistra per poter aumentare ulteriormente la quantità di colore.

Dal momento che il colore percepito dipende anche dalla illuminazione del dipinto, deve essere definita la luce incidente scegliendola dalla lista (1). Sono stati definiti 19 spettri di illuminazione:

Nel rettangolo (2) viene mostrato il colore della ricetta impostata vista con l'illuminazione definita come primo spettro (1). Vengono mostrate (3) le coordinate RGB e Lab di questo colore.
Si può definire anche un secondo spettro di illuminazione (4). Il colore corrispondente è mostrato nel rettangolo inferiore (5). Nel caso il colore non fosse visibile su un monitor ideale, compare la scritta "no Gamut" (6). Vengono mostrate le coordinate RGB e Lab (7) anche di questo colore. L'indice di incostanza con l'illuminazione del colore fra le due illuminazioni viene mostrato in (8). Si tratta dell'errore DE*94 fra i valori Lab della zona (3) e (7).
"Light Strength" (9) è l'intensità dell'illuminazione. 100% significa che lo spettro dell'illuminazione ha intensità ideale (e normalmente è questo il valore da usare), mentre può essere abbassata per tenere in conto una eventuale scarsa illuminazione. I valori percentuali sono adattati alla risposta non lineare dell'occhio umano: ad esempio, un bianco perfetto con valore di Munsell 10, con "Light Strength" 50% sarà percepito come valore 5.

Gli spettri vengono mostrati fra 0 e 1, con la griglia (1) che mostra incrementi di 0.25. Le coordinata delle frequenze (2) vanno da 380nm a 730nm con incrementi di 10nm. Lo spettro dei colori (3) è stato disegnato di punto in punto in modo da mostrare il colore percepito con uno spettro diverso da 0 solo nell'intorno di quel punto. L'intensità dei colori scema sotto 420nm e sopra 670nm, perché il nostro occhio è poco sensibile in queste regioni spettrali.
Lo spettro del colore mescolato è mostrato con una linea spessa (4) e con il colore percepito con illuminante 'C'. Gli spettri continui più sottili sono quelli dei 4 spettri definibili nella zona (6). Gli spettri degli osservatori standard sono colorati (x = rosso, y = verde, z = blu) e tratteggiati, mente lo spettro degli illuminanti è bianco e disegnato con punto e linea.

Questa zona mostra lo spazio di Munsell (1) che è definito per l'illuminante 'C'. Viene mostrata (2) la coordinata di Munsell per la ricetta di colore disegnata con tratto spesso nella zona (3) (oppure '???' se il colore è troppo lontano dallo spazio di colore visibile dall'occhio umano). Lo spazio di Munsell è mostrata in 3 dimensioni, ma si parte da una vista dall'alto, dove si vedono i cerchi (3) con saturazione (Chroma) costante. La spaziatura dei cerchi è di 2 croma. Le linee radiali sono a tonalità (Hue) costante e il nome (4) di ciascun settore principale è mostrato all'esterno della circonferenza più grande. Il posizionamento delle tinte (Hue) è il seguente, dove si vede che il numero 5 di ciascuna tinta è il colore centrale di ciascuno dei 10 settori principali:

Il punto nello spazio definito dalle coordinate (2) è mostrato con una sfera (5) colorata con valore RGB corrispondente. La posizione della sfera sul piano permette di collocare visivamente le coordinate tinta (Hue) e saturazione (Chroma), mentre la luminosità (Value) è visibile con una linea (6) sulla scala dei grigi (7) che copre tutti i 10 valori dello spazio di Munsell.
Per ciscuna marca di colori è precalcolato l'insieme delle coordinate dei chip di Munsell mescolabile (da un totale di circa 2700 dei Munsell Renotation Data) e questi chip sono mostrati (8) con il colore RGB corretto. In questo modo si ha una visibilità a colpo d'occhio dello spazio di colori mescolabile. Si può scegliere (9) se vedere i chip su 10 settori, 20 o 40, oppure, se non viene selezionata alcuna casella, i chip non vengono mostrati. Nel caso della casella 10 selezionata, i chip sono allineati con ciascuna tonalità principale (di numero 5: questi sono i 10 settori più importanti che danno il nome al colore), con la selezione 20 ci sono anche i numeri 10 (o 0, dal momento che 0 e 10 si sovrappongono), mentre con 40 sono aggiunti anche quelli con numero 2.5 e 7.5, che completano i dati disponibili.
Siccome la visualizzazione dello spazio di Munsell è tridimensionale, c'è una telecamera virtuale che lo fa vedere. La camera è puntata al centro dell'asse neutro (V = 5), mentre la camera stessa è collocata a una certa distanza in modo da vedere lo spazio per intero. La camera può essere spostata circolarmente e in orizzontale attorno allo spazio di Munsell (10), oppure verticalmente (11). La camera può anche essere avvicinata con i comandi (12). Ciascuna di queste regolazioni può essere fatta digitando un numero che rappreseta l'angolo (13) oppure con i cursori (14). Inoltre, è possibile vedere lo spazio avendo di fronte i piani pricipali, come il rosso-blu/verde con il tasto "R-BG" (15), il giallo-blu/viola con "Y-PB" (16) ecc. Con il tasto "HuCh" (20) viene mostrato il piano Hue/Chroma dall'alto. A volte è utile girare attorno allo spazio in modo oscillante per percepire meglio il posizionamento dei colori o delle traiettorie. Questo movimento è attivabile con la selezione della casella "swing" (21). Lo spazio può essere guardato in prospettiva "Persp" (22) o con proiezione ortografica che è la scelta di partenza perché nella vista dall'alto i chip risultano allineati meglio.
Selezionando un insieme di colori nella zona (1), viene calcolato lo spazio di colori mescolabili (solo se sono scelti 10 o 20 settori). I chip di colore non mescolabile diventano trasparenti. Questo è utile per avere risposta a domande classiche, tipo: usare il nero oppure no? oppure, i colori primari mi permettono di mescolare tutti i colori? ecc., come viene descritto negli Esempi di Applicazione.
Si può scegliere di espandere lo spazio di Munsell dai soli colori mescolabili della marca scelta all'intero spazio di colore dell'occhio umano con il tasto "EyeG" (24), Eye Gamut.
Per vedere meglio la relazione fra colore mescolato e spazio di colore, si può rendere visibile solo un piano passante per il punto dove è orientata la camera con il tasto "Slice" (25), che taglia una fetta dello spazio. In questo modo è possibile vedere il classico piano con i chip di Munsell, che sarà popolata completamente se si stanno osservando i settori principali o i piani dove vengono mostrati i chip. Ciascun chip ha il colore calcolato direttamente dalle coordinate dei Munsell Renotation Data. Se la telecamera è sopra o sotto il piano HC (angolo dell'orbita verticale -90 o +90), si attiva il cursore (26) per spostare la posizione di puntamento della camera. Il valore sull'asse neutro dove punta la camera è indicato in (27). Spostando il valore da 1 a 9 si possono vedere in sequenza gli insiemi di colore mescolabili al variare della luminosità. Si scopre così, che clori a luminosità bassa o troppo alta sono a saturazione necessariamente ridotta.
Per vedere meglio l'insieme dei colori mescolabili c'è il tasto "Pnt S" (28), Paint Surface, che permette di vedere come una superficie il contorno dei colori mescolabili. Il tasto "rgb S" (29), RGB Surface, invece, mostra l'insieme dei colori visibili su un monitor ideale con punto del bianco a 6500K. Queste superfici sono mostrate a colori e semitrasparenti, ma possono essere resi opachi con la selezione "sld" (30), solid, individualmente o grigi con la selezione "gry" (31), grey, per migliore la visibilità in certi casi. Selezionando la casella "inters" (32), intersection, con il "rgb S" (29) disattivato, vengono aggiunti puntini neri ai chip che non sono visibili con il colore corretto sul monitor. Sono, in altre parole, i chip che risultano esterni al solido che contiene tutti i colori RGB. La casella "union" (33), invece, aggiunge i chip (di colore grigio equivalente al Valore della posizione) a quelli dello spazio di colore della marca scelta per completare anche lo spazio di colore RGB. In questo modo si ha chiara percezione di quali colori sono visibili sul monitor ma che non si possono mescolare, oppure quali colori possono essere mescolati ma non visti sul monitor.
Se nella zona (6) vengono scelti almeno due gruppi di colore, si attivano i tasti delle traiettorie "T..." (34) per poterle disegnare. Ciascuna traiettoria è bianca con una sfera di terminazione del colore di partenza o di arrivo corrispondente al gruppo a cui si riferisce. Questo è utilissimo per poter vedere come vira percettivamente un colore se viene mescolato ad altri. Le traiettore sono rosse nei tratti dove passano fuori dal gamut di colore dell'occhio umano. Il tasto "del all" (37), delete all trajectories, cancella tutte le traiettorie (che vengono cancellate comunque ogni volta che vengono ridisegnati i chip).
Anche se lo spazio di Munsell è definito per l'illuminante 'C', ci sono tante curiosità legate a come cambia la percezione al variare dell'illuminazione. Solo se la scelta dei colori è Polycolor, si attiva il tasto "illum1" (38) che forza il primo illuminante scelto. Di ciascuna coordinata di colore si calcola la risposta tristimuli e questa viene riportata nello spazio di Munsell. Se la coordinata non è localizzabile, viene attivato un meccanismo di notifica di questo evento. Ad esempio, le traiettorie diventano rosse nella zona indefinita, oppure le loro sfere terminali vengono riempite di punti rossi ecc.
Per ciascuna marca di colori è stata definita una possibile ruota di colore che può essere vista con il tasto "CWeel" (39), Color Wheel. La ruota viene collocata sul piano che meglio approssima i singoli colori di cui è composta la ruota. In questo modo si vede bene che l'asse neutro non esce mai ortogonalmente dalla ruota, come spesso viene mostrata, ma che il piano della ruota è inclinata: i gialli, infatti, hanno un valore (luninosità) alta, mentre i rossi e blu molto più bassa. Da qui deriva il fatto ben noto che mescolando i colori si cambia non solo la tonalità, ma anche il valore. Oppure, che a volte si può schiarire un colore anche con il giallo/arancione/ecc. senza usare il bianco, ecc.
Per vedere dove sono posizionati i colori di una certa marca è disponibile il tasto "ShowP" (40), Show Position", in modo da poter vedere la posizione relativa dei colori (as esempio il posizionamento complementare), i livelli di saturazione ecc.
Infine il tasto "detach" (41) permette di spostare lo spazio di Munsell in una finestra esterna. Il vantaggio è di poter ridimensionare questa finestra, di salvarla in formato jpg o tiff e di avere il controllo completo della telecamera e del posizionamento della luce per vedere bene le superfici:

Posizionando il cursore del mouse sui simboli in alto, compare la funzionalità dei singoli tasti. La selezione con cui si apre la finestra è quella che permette di orbiare la telecamera attorno allo spazio di Munsell. Questo è molto più efficiente che usare i comandi fissi della pagina principale, ma la posizione esatta non è determinabile o ripetibile con facilità. Inoltre, se il mouse è in movimento mentre si rilascia il pulsante sinistro, lo spazio si mette a ruotare con una animazione continua. I tasti di posizinamento sulla pagina principale riallineano la telecamera in qualunque momento. Tuttavia, è bene fermare l'animazione prima di cancellare o aggiungere dati all'immagine, perché potrebbero verificarsi errori di inconsistenza degli oggetti.

In questa zono possono essere scelti gli spettri supplementari da disegnare, come la distribuzione delle funzioni tristimuli degli osservatori standard (1), spettri di illuminazione (2) e 4 possibili raggruppamenti di colori (3). Per ciascun colore (4) ci sono quattro selezioni (5) possibili, uno per ciascun gruppo. Nell'esempio il primo colore appartiene al primo gruppo, mentre il secondo al secondo gruppo. Se fra le caselle allineate in verticale ci sono più selezioni, viene usata la ricetta ottenuta dai colori selezionati mettendo in conto la quantità di pittura definita per ciascuna base. Per ciascun gruppo viene mostrato il colore (6) e ne viene mostrato lo spettro nella zona (3).
Confrontando il colore sul monitor con quello di un campione sulla carta, è bene ricordare che:
Versione 1.0:
- Funzionamento definito per i Pen Color.
- Sono definiti 6 spettri di illuminazione.
Versione 2.x:
- Predisposizione per più insiemi di colori con la possibilità di scelta durante l'esecuzione.
- Inserito salvataggio dello stato in uscita: parametri principali, set di colori.
- Gli spettri di illuminazione ora sono 19.
- Possibilità di definire anche l'intensità dell'illuminazione.
- Dalla versione 2 in poi, la seconda cifra della versione (in 2.x il numero "x") indica il numero di marche di colore codificato nel sistema.
Versione 3.x:
- "Light Strength" ora ha un significato fisicamente immediato, in quanto viene adattato alla non-linearità dell'occhio umano attraverso una funzione radice e non semplicemente ai valori tristimuli come in precedenza.
- E' stata introdotta la visualizzazione degli spettri sia del colore mescolato, di gruppi di colore che degli spettri di riferimento.
- E' stato introdotto lo spazio di Munsell basato su interpolazione cubica delle coordinate Munsell Renotation Data.
Suppongo di analizzare il colore "116-Primary Yellow":(11) + "256-Primary Red - Magenta":(1). Vedo che con illuminante 'C' le sue coordinate sono 4.4YR 6.1/9.1 dall'indicazione del punto (2) della zona (5). Aprendo la finestra esterna (tasto "detach" (41) della zona (5) ) per comodità, vedo:

Dove vedo tutte le coordinate (tinta, valore e sautrazione).
Ora, voglio vedere dove si colloca questo colore rispetto ai colori mescolabili. Con il tasto (tasto "Pnt S" (28) della zona (5) disegno il guscio attorno ai colori mescolabili dei Polycolor:

Con la regolazione "vertical orbit" (11) della zona (5) regolo la posizione verticale della telecamera a 35 gradi:

Noto che il colore che ho mescolato è sul guscio esterno sia per saturazione che valore, ovvero, che non posso avere un colore più brillante di questo e nemmeno uno più scuro senza perdere in saturazione. Ora controllo la visibilità del mio colore sul monitor, attivando la superficie RGB con il tasto "rgb S" (29) della zona (5), sia nella vista inclinata che dall'alto:

Vedo che il mio colore è lontano dai limiti di visualizzazione del monitor ideale. Per vedere come si collocano questi spazi rispetto al mio occhio, attivo il gamut del visibile con il tasto "EyeG" (24) della zona (5):

Siccome il controllo della telecamera è nella finestra indipendente, devo allontanarmi per vedere i confini dell'occhio. Con il sesto tasto (da sinistra) di controllo della telecamera attivo la funzione zoom e muovendo il mouse ottengo:

Ora vedo la curiosa forma dei colori che formano quelli visibili sul monitor.
Per la traiettoria fra i due colori componenti (116-Primary Yellow e 256-Primary Red - Magenta), seleziono come gruppo 1 il solo giallo e gruppo 2 il solo magenta, come si vede nell'immagine della zona (6). Deseleziono le superfici e premo il tasto "T1-2" (fra i (34)) della zona (5):

Vedo in bianco il percorso che ottengo mescolando in vari rapporti giallo e magenta. Vedo che il percorso è curvo. Per vedere come varia la luminosità, noto che la traiettoria è allinata con l'asse principale P-GY. Pertanto, premo il tasto "P-GY" (19) della zona (5):

Noto che anche la variazione di luminosità ha un comportamento non lineare. Per vedere meglio, mi conviene togliere i chip che si sovrappongono parzialmente. Con i tasto "Slice" ((25) della zona (5) mantengo solo i chip del piano principale e ottengo una visibilità migliore:

Se voglio vedere come sono posizionati i colori, ad esempio EFX500, e la ruota del colore relativa, attivo i tasti "ShowP" (40) e "CWeel" (39) della zona (5):

Vedo che non ci sono colori base nel settore GY. Ora, mi chiedo come è posizionata la ruota rispetto alla scala dei grigi. Disattivo la visualizzazione del posizionamento dei colori, fisso un angolo orizzontale di 200 gradi (poi di 60), verticale di 20 e spostamento radiale di 82:

Si vede molto bene che la ruota è inclinata: perciò, mescolare con il giallo comporta un aumento della luminosità, mentre con il viola si scurische il colore. Ovviamente, nel senso generale quello che conta è il valore relativo rispetto al colore a cui si aggiungono altri colori. Se, poi, i colori sono in settori complementari, l'effetto è ancora più marcato.
Scelgo i Polycolor, digito 90 come angolo verticale, 270 come orizzontale. A questo punto posso spostare la selezione dei piani da tagliare con il cursore (26) della zona (5). Per vedere meglio lo spazio tagliato, attivo sia la visualizzaione dello spazio RGB (tasto "rgb S" (29) della zona (5)) che quello del colore (tasto "Pnt S" (28) della zona (5)). Scelgo di vedere in grigio lo spazio RGB (selezione "gry" (31) della zona (5)) e in solido quello dei colori mescolabili (selezione "sld" (30) della zona (5)). Ora, con il cursore (26) della zona (5) posso regolare il valore a 5, 6, 7 e 8 quando è premuto il tasto "Slice" (25) della zona (5):
6:
8:
Si vede che i colori hanno diversa saturazione massima, in base alla luminosità: il giallo esiste saturo sono per luminosità elevate, mentre il viola solo per luminosità più bassa.
Scegliendo i primari Polycolor, e caricando il bianco, giallo, magenta e ciano nei primi quattro posti della selezione, si possono controllare le traiettorie 2 a 2. Per il calcolo delle traiettorie, bisogna anche attivare i singoli colori come gruppi secondo la seguente mappa:

Mettendo a zero le quantità, si evita di vedere la sfera e la scala dei grigi.
Ora sono attivi tutti i tasti delle traiettorie "T..." (34) della zona (5). Premendoli tutti uno dopo l'altro, si calcolano le traiettorie. Nelle prime due immagini avevo anche selezionato i 40 settori pe disegnare i chip di Munsell, negli ultimi due solo la superfiecie dei colori mescolabili.


Si può notare che le traiettorie sono fortemente non lineari, e che la saturazione dei colori ciano e magenta cresce quando viene aggiunto il bianco di titanio. L'idea convenzionale che molti artisti hanno secondo cui l'aggiunta del bianco ai colori li rende meno saturi è di fatto errata, come pure l'idea che il colore più saturo è quello direttamente uscito dal tubetto.
Da queste immagini si vede anche che lo spazio dei colori mescolabili è formato da superfici delimitate dalle singole traiettorie. Più colori si hanno a disposizione e meno queste superfici sono evidenti e lo spazio tende a diventare più rotondo. I 24 colori dei Pen Color, ad esempio offrono uno spazio più ampio e più regolare (con la superficie disegnata solida questa volta):

Selezionando i Polycolor è possibile analizzare come cambiano i colori che fisicamente percepiamo al variare dell'illuminazione. Nella seguente immagine si vede lo spazio di colore mescolabile con i primari Polycolor tramite i chip di Munsell, circondato dalla superficie semitrasparente che ne identifica il contorno:

Premendo il pulsante "illum1" (38) della zona (5) e scegliendo una illuminante 'F10' (immagine di sinistra) o 'A' (immagine di destra) come primo spettro di illuminazione, si ottengono le seguenti immagini:
A:
In entrambi i casi la superficie semitrasparente è il contorno dello spazio di colore con illuminazione 'C'. Tuttavia, i chip di Munsell sono calcolati per l'illuminante 'F10' o 'A', e si vede come la prima sposta un pò i valori tristimuli dell'occhio verso i colori caldi, mentre l'illuminante 'A' li sposta in modo estremo. Si vede bene in questo modo che i blu di una qualsiasi immagine sono fisicamente invisibili se l'illuminazione è una lampadina ad incandescenza. Persino i grigi diventano colorati e non sono neutri. Il nostro sistema visivo, tuttavia, è in grado di neutralizzare questo effetto e ci fa pensare di "vedere" anche il colore blu con la luce artificiale calda, anche se la stimolazione fisica che arriva all'occhio è solo dei colori caldi.
Costruendo le traiettorie fra le singole basi si ottengono le seguenti immagini: per l'illuminante 'C' la prima, per l'illuminazione 'F10' la seconda, che fa percepire bene lo spostamento verso i colori caldi:
F10:
Selezionando ad esempio i Polycolor posso analizzare anche come cambiano i colori che fisicamente percepiamo al variare dell'intensità di illuminazione. Scelgo di disegnare i chip di Munsell di 20 settori e di usare l'illuminazione 'C'. L'immagine che ottengo è la prima delle due sottostanti
Poi, abbasso l'intensità di illuminazione all'80%, che significa che il colore bianco puro sarà visto come valore 8, e non più 10 come avviene con l'illuminazione di intensità ideale. Per vedere come cambia lo spazio di colore, devo selezionare nella zona (1) tutte le basi una ad una e premere il tasto "Gamut" (23) della zona (5). La prima immagine mostra il risultato:
80%:
Si vede benissimo che riducendo l'illuminazione all'80%, tutto lo spazio di colore si schiaccia sotto il valore 8 come previsto. Inoltre, si perdono anche i colori più saturi. Da qui è evidente l'importanza di una adeguata illuminazione non solo per la temperatura di colore ma anche per quello che riguarda l'intensità.
Per saperlo, scelgo di usare i Pen Color, perché fra i colori ho una chiara identificazione dei colori primari. Nell'immagine di sinistra riporto lo spazio di colore mescolabile con tutto l'insieme dei colori disponibili. Poi, seleziono i 3 primari, il bianco e il nero e premo il tasto "Gamut" (23) della zona (5). La seconda immagine mostra il risultato:

Si vede bene che i primari mi permettono di mescolare tutte le tinte, ma non raggiungo la saturazione dei colori che ho con tutte le basi a disposizione. D'altra parte, se i produttori di colori ci forniscono tanta varietà, ci sarà pure un motivo! Va anche detto, che ci sono anche basi come il grigio chiaro, quello scuro, ecc., che non servono per aumentare lo spazio di colori mescolabili ma solo per semplificarci la vita. Il nero, infatti, è un colore molto forte e va dosato con cautela. Avendo dei grigi a disposizine è più facile dosarlo. Inoltre, alcune marche come Holbein, forniscono dei grigi corrispondenti ai vari valori di Munsell e questo è importante per poter desaturare i colori (come è mostrato meglio in alcuni esempi della pagina di color2drop).
Il discorso è molto simile al caso precedente. Infatti, se si decide di non usare il nero, si riduce lo spazio dei colori mescolabili, perché il nero e il bianco sono soggetti alle stesse leggi degli altri colori. E' la loro posizione con basso croma che ci fa dire che sono speciali, ma in realtà non lo sono. Tuttavia, la riduzione dovuta alla mancanza del nero è molto limitata o addirittura trascurabile, se fra i colori ho alcune basi che mescolati insieme mi permettono di assorbire sufficientemente la luce incidente. Il nero, tra l'altro, è un colore particolare perché enfatizza più di altri la pellicola superficiale del film di pittura creando un effetto specchio (schiarendo il colore) in presenza di una minima lucentezza. L'immagine sottostante mostra il gamut dei primari Polycolor sul piano HC con sezione a V=4. A destra c'è la stessa sezione ma scegliendo solo il bianco e i tre primari e calcolando l'insieme dei colori mescolabili con il tasto "Gamut" (23) della zona (5). Come si può notare, ci sono un paio di chip di differenza, ma nulla più.

Si tratta di una proprietà dei pigmenti gialli. Per vedere di cosa si tratta, vediamo cosa succede se mescolo il giallo e blu insieme. Ovviamente, viene verde, ma guardiamo meglio cosa fanno gli spettri. Preso il giallo e il ciano Polycolor una parte per ciascuno, ecco cosa risulta nella zona (3):

La curva più grossa ha il colore verde risultante. Se ora analizziamo come sono messi gli spettri, noto che fino a circa 520nm il giallo è dominante, ovvero, lo spettro di riflettanza del colore mescolato si sovrappone al giallo! Solo sopra 580nm comincia a dominare il blu. Questo significa che il potere colorante di una base non è una proprietà generale, ma dipende dalla lunghezza d'onda. In questo caso, il giallo ha un fortissimo potere colorante sotto 520nm, mentre il blu diventa colorante forte sopra i 580nm. Per avere una sensazione numerica, aumento il blu fin tanto che il colore mescolato non si colloca fra giallo e blu sotto i 520nm. Quando raggiungo 15 parti di blu per una di giallo, ecco il risultato:

Questo significa che spettralmente 15 parti di blu bilanciano appena una parte di giallo! E' vero che il nostro occhio risponde in modo non lineare agli spettri, ma questo non cambia il concetto. Ora faccio la stessa cosa con il giallo e quando raggiungo 80 parti di giallo per una di blu, ecco cosa vedo:

Da quanto appena visto, è chiaro che il giallo è piuttosto forte nelle frequenze alte, molto più debole per quelle più basse.
Il potere colorante è qualcosa di relativo e dipende dalle basi che vengono mescolate. Tuttavia, se una base ha questa forte disuniformità, è ragionevole che la mantenga in qualche misura spesso. Una conseguenza di questo comportamento è che il nero mescolato al giallo vira al verde, perché nella regione nell'intorno dei 520nm (il verde), il giallo ha un comportamento più forte che non per le frequenze più basse (rosso):

Questa è la traiettoria completa, dove si vede bene la virata al verde:

Mescolando il giallo e nero ideali (ideal primaries), non c'è alcuna virata verso il verde:


Si vede pertanto che il verde è proprio l'effetto del potere colorante dei pigmenti reali e non si presenta con spettri ideali o dove il potere colorante è costante con la lunghezza d'onda.
Una faccia diversa dello stesso fenomeno è la variazione di valore che si incontra neutralizzando ad esempio un giallo saturo con un grigio neutro dello stesso valore. Siccome il grigio neutro ha un potere colorante più debole nelle lunghezze d'onda più corte, mentre è più forte nella seconda metà dello spettro visibile, la traiettoria dal giallo al grigio tenderà a scendere di valore (e a cambiare anche tonalità) perché il giallo deprimerà il grigio subito nella zona blu-verde, come il grigio deprimerà il giallo nella zona del giallo-rosso, portando ad un valore inferiore rispetto sia al giallo che al grigio, per poi perdere l'effetto e lasciando risalire la curva al valore giusto in prossimità del grigio neutro. Il fatto che il potere colorante dipende sia dal pigmento che dalla lunghezza d'onda spiega molti fenomeni curiosi nel mondo dei colori.
Caro Amico/a,
questo programma può essere scaricato e usato gratuitamente
per capire meglio l'affascinante mondo dei colori. I miei "Color
Mixing Tools" sono nati per aiutare artisti e curiosi di
teoria del colore a comprendere alcune delle apparenti stranezze
nel comportamento dei colori. Per questo motivo, ti prego di rispettare
il mio intento e di non farne commercio.
L'attuale versione dei Color Mixing Tools è formata da oltre 15.000 linee di codice scritte a partire dal lontano 2005 e include i parametri fisici dei seguenti 6 colori:
E i seguenti 26 database di spettri di riflettanza:
Per scaricare il sistema ti prego di mandarmi un messaggio e-mail in modo che ti possa fornire i dati per l'accesso. Ti servono due file: MCRInstaller.exe (della versione R2009a di circa 160MB) e ColorMixingTools.zip (di circa 13MB). Ti ricordo che per motivi di licenza puoi usare il sistema solo secondo le sottostanti Condizioni d'Uso e non puoi mettere in rete il file della libreria di Matlab in nessun caso. Tuttavia, sei libero di dare i due file ad altri artisti o curiosi, ma mai con fini commerciali.
Sequenza delle operazioni:
Questo programma è offerto gratuitamente e SOLO per scopi didattici. La sua vendita o noleggio è illegale.
L'uso delle librerie di Matlab è regolato da The MathWorks, Inc. attraverso il "Software License Agreement", "Academic Installation and Use Addendum" e "Deployment Addendum".
Questo sistema è offerto così com'è senza alcuna garanzia esplicita o implicita. In nessun caso potrà essere chiesto alcun risarcimento all'Università degli Studi di Brescia o all'autore per conseguenze dirette o indirette del suo uso, incluso a solo titolo di esempio, malfunzionamento di calcolatori, perdita di dati o danni di immagine nel senso più ampio.
L'uso del programma implica automaticamente l'accettazione di queste condizioni.
Qualunque menzione di marche commerciali nel sistema è solo per scopo esemplificativo e non costituisce alcuna raccomandazione positiva o negativa da parte dell'autore.
Il sistema si basa su MATLAB(R). (c) 1984 - 2009 The MathWorks, Inc.
| Aggiornato il 19 Marzo 2010 da Zsolt |
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